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Il rendimento dell'impianto (e quindi il suo ritorno economico) è influenzato da diversi fattori, alcuni legati alle peculiarità dell'impianto stesso (taglia, posizione, installazione ecc...), altri alla modalità di ritiro dell'energia prodotta.

Prima di specificare quali sono queste modalità, è necessario chiarire chi sono i soggetti preposti al ritiro e all'incentivazione dell'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico. Si distingue infatti tra:

  • il GESTORE DI RETE: la societá che gestisce la rete elettrica pubblica;
  • il GESTORE DEI SERVIZI ENERGETICI (GSE): società interamente controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze che si concentra sull’incentivazione e la gestione della produzione di elettricità da fonti rinnovabili.

A determinare il ritorno economico dell'impianto è quindi la somma di due fattori:
1. l'incentivo erogato dal GSE su tutta l'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico;
2. la vendita dell'energia prodotta dall'impianto tramite gli strumenti di Scambio sul Posto, vendita diretta o vendita indiretta ("ritiro dedicato"). Questo sistema è slegato dalle tariffe incentivanti e dipende dalle oscillazioni del prezzo dell'energia sul mercato.

L'importo dell'incentivo erogato dal GSE è facilmente calcolabile, in quanto dipende solo dalla taglia e dalla tipologia di installazione. Nel corso dei mesi esso subirà una graduale decurtazione. (Vedi tabella)

Il Conto Energia prevede anche dei “premi aggiuntivi”, che favoriscono le soluzioni con una maggiore integrazione architettonica e una rivalutazione
del luogo d’istallazione. I premi sono previsti nei seguenti casi:

  • 5% per impianti in aree industriali/commerciali;
  • 5% per impianti in comuni con meno di 5.000 abitanti;
  • 10% per rimozione di eternit/amianto;
  • 20% per impianti caratterizzati da un profilo di scambio con la rete elettrica prevedibile, che rispetta un programma orario nelle ore comprese tra le 8:00 e le 20:00, comunicato il giorno prima dal soggetto responsabile al soggetto attuatore con un margine di errore del 10% in ciascun giorno;
  • fino al 30% per miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio.

La cessione dell'energia può essere fatta con diverse modalità.
Scambio sul Posto: consente di immettere in rete l’energia elettrica prodotta ma non immediatamente autoconsumata, per poi prelevarla in un momento successivo per soddisfare i propri consumi. Con questo tipo di gestione, si può dire che la rete assuma la funzione di una "batteria", caricata quando l'utente produce più energia di quanta ne consumi e scaricata quando avviene il contrario. Il servizio di Scambio sul Posto è regolato dal GSE, il quale provvede a erogare un contributo trimestrale calcolato sulla base delle informazioni che i Gestori di rete e le Imprese di vendita inviano periodicamente al GSE stesso. 
Esaminando il caso di un impianto di piccola taglia (1 - 3 kW), come quello che si potrebbe progettare per una casa, il ritorno dell'investimento con modalità di Scambio sul Posto è così classificabile: 9 - 11 anni per l'Italia Settentrionale, 7 - 9 anni per l'Italia Centrale e 5 - 7 anni per l'Italia Meridionale (dati indicativi).

Vendita diretta: l'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico viene venduta a un trader/grossista o in borsa, previa iscrizione al mercato dell'energia elettrica tramite apposita domanda di ammissione al GME (Gestore Mercati Energetici). Questa opzione è consigliabile in caso di impianti produttivi di grossa taglia.

Vendita indiretta o "ritiro dedicato": per l'energia immessa in rete prodotta dall'impianto fotovoltaico, il GSE riconosce al produttore una tariffa calcolata in base al costo di mercato della zona di ritiro.

 


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